Bassignana, in breve
Bassignana (Bassignan-a in piemontese standard, Bassgnan-na in dialetto alessandrino) è un comune italiano di 1 571 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte. Si tratta di un borgo situato alla confluenza del Po con il Tanaro. Si trova a 19 chilometri da Alessandria, al confine con la Lombardia. Sorge su una penisola, una lieve altura, formata dalla confluenza tra il Tanaro ed il Po. A nord-ovest del paese, sulla sponda destra del Po si trova la frazione Mugarone, mentre Fiondi si trova a sud-ovest del paese, al confine comunale.
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I primi abitanti di cui si hanno notizie appartenevano alla tribù ligure dei Marici: questi avevano scavalcato l'Appennino nell'era postglaciale e si erano stanziati a sud del Po, nella zona compresa fra Stradella e Casale Monferrato. Tale popolazione era strettamente legata a quella dei Levi, stanziata più a nord: ai Levi e ai Marici è attribuita la fondazione di Pavia. Nella zona esistono alcune tracce toponomastiche di quel periodo: Bosco Marengo deriva da Lucus Maricum e Pietra Marazzi da Petra Maricorum o Mariciorum. Nel VI secolo a.C. la Pianura Padana fu occupata da popolazioni celtiche provenienti da nord e verosimilmente anche Bassignana ebbe contatti e compenetrazioni con queste genti.
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Vi sono i resti del castello Sforzesco di Bassignana, forse preceduto da più antichi impianti di fortificazione, relativi ad un castrum di epoca longobarda. Una lapide marmorea rappresentante il biscione del Ducato di Milano, fu qui ritrovata e conservata in un cortile del Municipio. Nel locale cimitero, nell'angolo sud-est, si trova una chiesa rurale romanica, la pieve di San Giovanni Battista risalente al X secolo, recentemente restaurata. L'abside presenta, ancor ben visibili, affreschi bizantini con figure di santi, risalenti al XII secolo. Vicino sono stati rinvenuti resti di un'antica casa del XV secolo, con belle finestre in cotto. Le fortificazioni che circondavano il paese vennero smantellate nel 1691 e demolite completamente nel 1745.
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L'economia del paese si basa fondamentalmente sull'agricoltura (cereali, foraggio, allevamento bovini) e su piccole aziende artigianali (calzature ed oreficeria). Lo sfruttamento del bosco ceduo e l'estrazione di sabbia e ghiaia dal fiume rappresentano ancora una delle principali e tradizionali risorse dell'economia. Vi si sono aggiunte negli ultimi decenni l'industria manifatturiera, i calzaturifici, le fabbriche di laterizi e di materiali per l'edilizia. Questo non è bastato a trattenere la fuga dei giovani in cerca di lavoro verso Alessandria e presso le imprese artigiane di Valenza.
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