Silvano d'Orba, in breve
Silvano d'Orba (Silvan in piemontese, Scirvan in ligure, Sirvòu localmente) è un comune italiano di 1 828 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato tra l'inizio della Pianura Padana e le prime colline dell'Alto Monferrato. È uno dei comuni principali dell'Ovadese, area storico-culturale del Basso Piemonte e del Monferrato, che prende il nome dalla città di Ovada. Situato in prossimità della confluenza del torrente Piota nel fiume Orba, il paese è circondato da vigneti che producono ottimi vini D.O.C. quali il Dolcetto di Ovada e Barbera dell'Alto Monferrato, poco distante il Gavi.
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Territorio abitato dai romani, fondatori di diversi villaggi che costituirono poi la leggendaria "città" di Rondinaria, un castrum lungo la strada Libarna-Acqui, nella zona alla confluenza del torrente Piota nell'Orba, dedito soprattutto all'agricoltura e alla ricerca dell'oro. Il castrum fortificato si trovava proprio nella zona dell'attuale cimitero, mentre la cosiddetta "città" si estendeva sia nella piana dell'Orba (verso Ovada) sia nella piana del Piota (l'attuale zona Caraffa), fin sotto Lerma e Tagliolo Monferrato. In seguito alle invasioni barbariche, nella nascosta piana alluvionale sulla riva destra del Piota, dove oggi si trova la frazione Pieve di Silvano d'Orba, si rifugiarono diversi abitanti dei vicini villaggi di Rondinaria.
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Situato su una collina al di sopra del paese di Silvano d'Orba in ottima posizione panoramica a cui si accede sia salendo per un sentiero che passa sotto i ruderi maestosi dell'antico castello Zucca, sia percorrendo la strada che fiancheggia il castello che fu degli Adorno, il Santuario era in origine un piccolo oratorio costruito nel XII sec. dai monaci benedettini dell'Abbazia di Sezzadio, promotori del culto di San Pancrazio. Si può ancora notare la sua porta primitiva rivolta a ponente, formata da grosse pietre con arco a tutto sesto, ora murata. Agli inizi del secolo XVII l'oratorio venne ampliato e altre aggiunte furono fatte nel 1795, come indica l'iscrizione dell'architrave di una porta. Le ultime modifiche strutturali risalgono alla seconda metà del sec.
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