Cartosio, in breve
Cartosio (Cartòs in piemontese) è un comune italiano di 701 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte.
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La regione di Cartosio è stata abitata da tempo immemore. Prima della conquista romana la zona era abitata da una tribù di Liguri, gli Stazielli, che avevano come centro l’oppidum di Caristum. Benché il nome dell’antica città abbia una certa somiglianza con quello dell’attuale villaggio, gli storici moderni credono che essa fosse la moderna Acqui Terme. Nel 173 a.C. i Romani sconfissero gli Stazielli e iniziarono a romanizzare la regione con la fondazione di Aquae Statiellae, Acqui, attratti dalle acque termali curative. Per servire la città, all’epoca di Augusto venne costruito un acquedotto, i cui resti per la maggior parte sotterranei sono stati identificati.
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La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea apostolo fu edificata sicuramente prima del 1600 anche se se ne ignora la data esatta. Fu modificata più volte nel corso dei secoli: secondo Goffredo Casalis la chiesa è stata riedificata nel 1619, il Padre Gabriele Roffredo nel 1701 costruì l'altare maggiore, don Carlo Giuseppe Scazzola ampliò e restaurò l'edificio nella seconda metà dell'Ottocento dotandolo di un protiro e di una porta barocca. La chiesa è divisa in tre navate a volta separate da due file di colonne, è lunga circa 14 metri compreso il presbiterio ed è larga circa 11 metri. Ha un campanile alto circa 35 metri con 6 campane.
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Il territorio del comune di Cartosio è prevalentemente collinare, con il torrente Erro che scorre al centro della sua valle. Il centro abitato si trova su una mensola fluviale formatasi a seguito dell’erosione da parte del torrente delle rocce sedimentarie del fondovalle. A sud del paese di trova la collina del Pallareto, che significa “collina a mantello”, per via della sua forma, che copre la valle, ai cui piedi si apre un’area agricola pianeggiante. A est si innalzano i rilievi boscosi che hanno come culmine Ponzone, che è una montagna, in quanto è a un’altitudine superiore ai 600 m s.l.m. A nord la stretta valle incisa dell’Erro si apre in una vallata più ampia, sovrastata dalla collina delle Bancarelle, che segna il confine con il comune di Melazzo.
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